ARCHIVIO
---------------------------------------------------
Tra Due Continenti
Claudia
Bellocchi
http://www.claudiabellocchi.it/
---------------------------------------------------




cliccare per
ingrandire
|
-------------------------------------------------------------------
BUENOS
AIRES DELLA STRADA
recuerdo
aquella vez que yo te conoci..
recuerdo aquella tarde pero no recuerdo ni cuando te vi..
pero si te dire que yo me enamore.. de tus hermosos ojos
y tus labios rojos que no olvidare..
toma esta cancion callada
alma, corazon y vida..
esas tres cositas nada mas te doy
como no tengo fortuna esas tres cosas te ofresco
alma, corazon y vida.. y nada mas
alma para conquistarte
corazon para quererte
y vida para vivirla junto a ti ...
da Alma corazon y vida
www.youtube.com/watch?v=JO0rxIEgIJw
www.youtube.com/watch?v=y-QZg_VUeSg&translated=1
La Buenos Aires dei
palazzi francesi, dei quartieri chic o pittoreschi, delle
milonghe e dei tango show è una Buenos Aires presente in
tutte le riviste di viaggio e descritta da ogni tipo di
penna.
Questa Buenos Aires la conosco anchio, tanto da
affittare un appartamento in Recoleta per sentirmi un
po più protetta. Ma cè una Buenos Aires
più nascosta, invisibile, che si respira ad ogni angolo:
è nellaria, laria buona di questa città.
Come spiegare? Posso menzionare dei piccoli dettagli che
riempono la mia quotidianità a volte solitaria: il
sentirmi guidata dagli autisti dei coletivos che mi
avvisano quando scendere, perché molto spesso non
riconosco bene i barrios e chiedo loro delucidazioni; il
piacere di contare sui chioschi per strada, aperti a
qualsiasi ora del giorno e della notte, che lasciano
appesi gli accendini a delle catenelle per i passanti che
vogliono fumare.
In questa città cè una dimensione di solidarietà
e di accoglienza che nasce dalla consapevolezza che siamo
in molti a popolare questo mondo e che a tutti succede
qualche cosa. Trovo apertura e una comprensione
accompagnata a semplicità, perché in fondo è semplice
il fluire della vita. Diversamente, la percezione che si
ha in Italia, e in Europa in generale, è che siamo
incanalati in un percorso quotidiano prestabilito e
barricati in cliché sociali ormai vuoti di significato,
e che ci ritroviamo a vivere in una forma di autismo che
esteriormente è avvertito come cieco individualismo
narcisistico!
La naturalezza tutta porteña dei sentimenti quali
lamicizia, la solidarietà, la lealtà, senza
dimenticare il tango con la sua nostalgia, sono
rappresentati benissimo nel film Il Bar El Chino. Ho
amato molto il film, perché io sto vivendo realmente
tutto questo ed è per questo che ho scelto Buenos Aires.
Il film mi ha stimolato ad andare a conoscere dei luoghi
nuovi per me: ho passeggiato nel quartiere di Pompeya e
sono stata nel Bar El Chino o in quello che è rimasto
del Bar dei bei tempi, in cui le persone del barrio
bevevano, cantavano e condividevano senza far caso a
differenze (sociali, economiche, etniche etc). Il
propietario e sua moglie macanudi mi hanno
accolto come se avessi frequentato da sempre il loro
locale, che oramai è aperto solo in occasione di eventi.
Si, lo so, molti temi si vanno intrecciando ma è
difficile dividerli; sono tutti figli di un'unica madre:
la vita.
La vita cantata dal tango, la nostalgia
dellemigrante: quel tic tac che fa il cuore tra due
luoghi, quello di origine e di destinazione
Non importa da dove si parte o dove si arriva: il
sentimento è lo stesso; quando si è vissuto per molto
tempo in due luoghi vi si lascia il cuore e si ha una
sensazione di sradicamento in entrambi. Non userò parole
rubate da un libro di psicologia per descrivere lo
sradicamento; userò le parole sagge e semplici di un
uomo di barrio intervistato nel film Il Bar El Chino: es
un dolor, que no es natural por eso no se cura, por eso
no tiene paz
no tiene consolacion
es imposible
suplir con algo
.imposible sostituir el amor!.
"è un dolore, ...che non è naturale ..per questo
non si può curare e per questo non trova pace....non
c'è consolazione ...non può essere sostituito con altro
perché è impossibile sostituire l'amore".
Per questo quando mi riconoscono come Italiana, tutti
quelli che hanno avuto un nonno, un genitore italiano si
fermano e parlano con me
in eredità hanno
ricevuto, oltre allamore originario del loro
concepimento, quella nostalgia del luogo lontano da cui
provenivano i loro genitori o progenitori.
Nel film si parla anche della grande crisi che ha vissuto
Buenos Aires nel 2001. La dignità che ho visto in questo
paese, questa proprio non so descriverla
.posso dire
però che io, dalla maggior parte delle persone che ho
incontrato, sono stata accolta e aiutata, ho ricevuto da
tutti, e spero che in qualche modo ho potuto ricambiare
come il cuore mi dettava.
Certamente, come tutte le grandi metropoli, Buenos Aires
vive i suoi problemi, che sono ben dettagliati su tutti i
quotidiani e dei quali non ho voglia di parlare, anche
perché non ho sperimentato o vissuto direttamente. Ma la
ricchezza umana, spirituale e artistica alla quale mi
sono abbeverata, quella lho vissuta e la vivo
tuttora con grande gratitudine.
Buenos
Aires, novembre 2010
-------------------------------------------------------------------
|