ex-@rt magazine 
oltre l'arte n. 2
maggio - agosto 2001

Beni Culturali - Mostre
beni culturali bordline contemporanea


Statua di Apollo
Roma, Museo Nazionale Romano


VIAGGIO IN ITALIA.
Un Corteo Magico dal '500 al '900
Dal 31 marzo al 29 luglio 2001

Genova
Palazzo Ducale
p.zza Matteotti, 9

Ingresso:
L. 15000 intero, L. 10000 ridotto, L. 6000 scuole
Orario:
9.00-20.00 tutti i giorni escluso il lunedì
Dal 17 al 22 luglio la mostra non sarà aperta al pubblico, ma solo ai rappresentanti dei diversi stati presenti al vertice dei G8

Informazioni: tel. 010/5574000
Visite guidate: tel. 010/562390
www.palazzoducale.genova.it

Catalogo: Electa


G.P. Pannini
Interno del Pantheon
Copenaghen, Statens Museum for Kunst


L'ITALIA VISTA DAGLI STRANIERI

Stanza dopo stanza si percorrere quattordici singole mostre raccolte sotto un unico tema del "Viaggio in Italia", un magico corteo lungo cinque secoli, dal '500 al '900, che mostra il fluire della vita attraverso le "testimonianze", scritte o dipinte, di intellettuali e artisti che hanno visitato l'Italia.
E' un viaggio intorno alle emozioni di chi ha vissuto il "Bel Paese", inizialmente, come rifugio dalle traversie della vita e poi scoprirlo come un unico grande museo.
Il percorso espositivo si apre sulle Corti italiane del Cinquecento, che vengono "raccontate" dalle visioni dei grandi artisti. I ritratti dei Principi, dei cortigiani, dei letterati, nella loro viva immobilità, "fanno vedere" un mondo di splendori e cupezze, di incensi e veleni.
Un percorso di circa 600 opere , tra dipinti e sculture di diversi artisti (Tiziano, Veronese, Tintoretto, Turner, Raffaello, Michelangelo, Canova, Velasquez, Bronzino, Guido Reni, Caravaggio, Domenichino, Goya.), e l'affiancarsi di manoscritti di diciassette eccellenti viaggiatori quali: Montaigne, De Sade, Cheaubriand, Goethe, Byron, Stendhal, Flaubert, Dickens, James, Proust, diversi esempi di descrizione del clima umano e artistico dell'Italia nei diversi secoli. Quale naturale ampliamento e completamento della mostra trovano degna collocazione opere d'arte "scoperte" o "elogiate" dai diversi personaggi, e dei ritratti dei loro contemporanei italiani, personaggi che, a vario titolo, nei loro excursus, hanno incontrato nelle varie città.
Di particolare interesse, tra le diverse sezioni, è quella dedicata a "Winckelmann e Roma", l'iniziatore dell'archeologia moderna, con i marmi antichi che lo studioso tedesco, poco più che trentenne (1755), ha ammirato a Roma e descritto nei suoi manoscritti sulla storia dell'arte antica, le relazioni antiquarie e i monumenti antichi.
Come Goethe e Stendhal, Johann Joachim Winckelmann rimase affascinato dalle antichità classiche che affioravano a Roma e nella campagna circostante. Durante il suo soggiorno italiano e soprattutto romano, si dedicò alla ricerca delle origini greche dell'arte romana e grazie alla sua posizione di bibliotecario presso il cardinale Archinto, prima, e al servizio del cardinal Albani, poi, il suo studio venne facilitato, grazie anche al contatto diretto con delle ricche collezioni d'arte.
La teorizzazione del "bello" "La capacità di sentire il bello nell'arte è un concetto che riunisce in sé nello stesso tempo la persona e la cosa, ossia il contenente e il contenuto, che però considero inseparabili l'uno dall'altro, ed è per questo che qui potrò trattare principalmente del primo, solo osservando per ora sul secondo che il bello ha un significato più vasto della bellezza…" (Winckelmann, da "Dissertazione sulla capacità del sentimento del bello nell'arte e sull'insegnamento della capacità stessa", 1763), diventa lo scopo dei suoi studi. Diventa amico di artisti come Anton Raphael Mengs, di Angelica Kauffmann e di Bartolomeo Cavaceppi.
Nel percorso espositivo, una vera e propria mostra assestante, raccoglie alcune sue pubblicazioni, una serie di marmi provenienti dal Museo Nazionale Romano di Roma (la Testa di Hermes del V-IV secolo a.C., la Testa di Antinoo di età adrianea, la copia romana del I secolo a.C. dall'originale greco del IV secolo a.C. della Statua di Eracle, la Statua di Apollo del II secolo d.C.), ai quali fanno da "cornice" le vedute dei monumenti romani e dei dintorni, oltre dei ritratti, dipinti da Pannini, Lallemand, Robert, van Bloemen.

Gianleonardo Latini