ex-@rt magazine 
oltre l'arte n. 1
gennaio - aprile 2001
Beni Culturali - Mostre
beni culturali bordline contemporanea



AEMILIA ARS ARTS & CRAFTS
a Bologna (1898-1903)


Dal 9 marzo al 6 maggio 2001

Bologna
Collezioni Comunali d'Arte
Palazzo del Comune
Piazza Maggiore, 6

Tel. 051/203040

 

 

 

 

 

 

 

 



TRA ARTIGIANATO E INDUSTRIA

La mostra organizzata dai Musei Civici d'Arte Antica di Bologna presenta al grande pubblico una selezione accurata di circa duecento opere tra oggetti, materiali grafici e fotografie storiche pertinenti l'attività della Aemilia Ars, "Società protettrice di arti e industrie decorative nella regione emiliana". La società fu fondata nel 1898 per iniziativa di un gruppo eterogeneo di persone composto da nobili, imprenditori e artisti; questi ultimi riuniti nel sodalizio voluto dall'architetto-restauratore Alfonso Rubbiani. Lo scopo statutario dell'associazione era quello di dar vita ad un rinnovamento estetico nel campo delle arti decorative, sia a livello produttivo che commerciale, ponendosi tra gli obiettivi quello di una seria riqualificazione artistica degli oggetti d'uso per la vita quotidiana, la valorizzazione del lavoro dell'artigiano rispetto all'anonimato della produzione industriale, sull'esempio di analoghi esperimenti europei come l'inglese Arts & Crafts. Direttore artistico dell'impresa era Alfonso Rubbiani, singolare figura di artista, sostenitore acceso del recupero dell'arte medioevale e rinascimentale, propugnatore dell'osservazione diretta della natura quale fonte primaria d'ispirazione. L'Aemilia ,attraverso i suoi artisti (citiamo: Achille Casanova, Giuseppe de Col, Edoardo Collamarini, Augusto Sezanne e Alfredo Tartarini), forniva modelli e nuovi disegni alle varie industrie e ai laboratori artigiani della regione che si occupavano della realizzazione. L'attività copriva tutti i settori delle arti applicate, mirante a definire un'arte totale: dai mobili alla ceramica, dai vetri ai ferri battuti, dalle rilegature in cuoio ai gioielli, al ricamo; attività quest'ultima forse più conosciuta, non trascurando gli interventi decorativi su edifici pubblici e privati: tesi al recupero ed al miglioramento della qualità artistica. Citiamo fra tutti, il restauro integrativo condotto da Rubbiani e dagli artisti della gilda bolognese, delle cappelle absidali della gotica chiesa di S. Francesco. Esso rappresenta l'esempio del giusto equilibrio fra revival medioevale e gusto liberty. Questa tendenza a coniugare la tradizione storicistica con gli stilemi desunti dalla corrente internazionale del "modern style" europeo, è riconoscibile in particolare nella produzione dei mobili. Essi si distinguono per la linea semplice e funzionale, l'uso sapiente di materiali pregiati e diversi e la decorazione, al limite del virtuosismo, a volte ridondante e bizantinesca; sempre omogenea e di grande qualità. Pur ottenendo significativi successi in sede di esposizioni nazionali e pur avendo sviluppato l'aspetto commerciale della produzione con l'apertura di un negozio-galleria in via Ugo Bassi a Bologna, la società decise nel 1903 di sospendere l'attività per mancanza di fondi e per insorgenti problemi di carattere organizzativo. Come per analoghe imprese operanti in quel periodo, l'alto contenuto artigianale dei prodotti ed i relativi costi di produzione, piuttosto alti per l'epoca, circoscrissero drasticamente il mercato a pochissimi acquirenti: impedendo, di fatto, la realizzazione utopistica di una produzione seriale, di alta qualità e alla portata di tutti, alla quale si aspirava. Si decise comunque di mantenere attività la manifattura di merletti e ricami a punto antico, fondata da Lina Bianconcini Cavazza, attività che perdurò fino al 1936. Quest'ultima presenta aspetti peculiari, anche su scala nazionale, degni di menzione; non solo per la mirabile qualità artistica raggiunta, ma anche per quanto concerne l'organizzazione del lavoro, decisamente innovativa. Essa prevedeva, fra le alte cose, la partecipazione delle lavoratrici agli utili, la formazione gratuita delle aspiranti artigiane e la possibilità per le donne povere di svolgere attività remunerata a domicilio. A supporto didattico di questa esposizione, vogliamo segnalare l'iniziativa prevista per sabato 7 aprile, organizzata in collaborazione con il settore cultura del Comune: Per l'occasione saranno aperti al pubblico alcuni dei principali edifici storici della città progettati o decorati dal gruppo di artisti dell'Aemilia Ars (ex sala dei Matrimoni del Palazzo Comunale, Palazzo Pizzardi, Palazzo Cavazza, ex pasticceria Rovinazzi, oggi negozio Chasnel).

Roberto Cristini