ex-@rt magazine 
oltre l'arte n. 1
gennaio - aprile 2001
Beni Culturali - Mostre
beni culturali bordline contemporanea



OSTIA, PORTO DELLA ROMA ANTICA
Dal 23 febbraio al 22 luglio 2001

Genevra (Svizzera)
Musée Rath
place Neuve
Tel. (+41 22) 4183340
http://mah.ville-ge.ch/
telefono (+41 22) 418 26 00 - fax 418 26 01

Orario:
dalle ore 10 alle 17, mercoledì dalle ore 12 alle 21. Chiuso il lunedì

Ingresso:
10.50 franchi, tariffa ridotta 5 franchi, gratuito fino a 18 anni

Cataloghi:
Ostia, porto della Roma antica
a cura di Jacques Chamay,
132 pagine, 70 illustrazioni a colori ed in bianco e nero
prezzo Sfr. 32.- dopo la mostra 68.-
disponibile a partire dal 23 febbraio

Ostia - porto e porta della Roma antica
con cinquanta studi su Ostia
a cura di Jean-Paul Descoeudres, con un'introduzione di Anna Gallina Zevi
480 pagine, 510 illustrazioni a colori ed in bianco e nero
prezzo Sfr. 62.- dopo la mostra 85.-
disponibile fine marzo


Accoglienza del pubblico: telefono (+4122) 418 33 50 - fax 418 33 41
adp@mah.ville-ge.ch

OSTIA IN SVIZZERA

L'imperatore Traiano dopo secoli rivede la sua sposa Plotina a Ginevra; l'occasione è data dalla mostra che ha per titolo " Ostia porto di Roma antica". Ostium è in latino il nome della foce del fiume e appunto alla foce del Tevere secondo la tradizione, Anco Marzio, terzo re di Roma, fondò una colonia nel VII secolo a.C.; (secondo altre teorie la fondazione avvenne in epoca repubblicana nel IV secolo) per proteggere e sfruttare le saline esistenti da tempo negli acquitrini della costa e per creare un porto per la città di Roma. Era un porto fluviale con molte limitazioni in quanto le navi provenienti dai vari porti del Mediterraneo se non avevano posto alle banchine dovevano rimanere al largo e poi spostare il carico su chiatte che venivano trascinate contro corrente da buoi fino all'attracco romano nell'attuale zona di Testaccio; situazione che perdurò fino ai primi anni dell'ottocento con la sola differenza che il porto era sulla riva opposta, in Trastevere. In età imperiale prima Claudio e poi Traiano crearono altri due porti nell'adiacente zona di Fiumicino e si sviluppò il nuovo centro abitato di Porto che man mano mise in ombra Ostia che, durante il tardo impero, cominciò a decadere fino ad essere praticamente abbandonata sotto la minaccia dei saraceni mentre Porto si manteneva in vita per i ridotti commerci dell'epoca. Una torre, e poi un castello, furono eretti dai papi, nel quattrocento, con intorno un povero borgo, per difendere il fiume ed impedirne la risalita; a metà '500 una alluvione deviò il corso del fiume rendendo inutile la fortezza. Alla fine dell'800 una cooperativa di braccianti romagnoli bonificò la zona ridotta ad un acquitrino infestato dalla malaria e si formò un grande centro abitato sul litorale, molto avanzato rispetto alla linea di costa dell'epoca romana. La città antica fu scavata e rimessa in luce e riapparve l'intero abitato intorno al cardo e al decumano con numerosi edifici pubblici, templi, mercati, magazzini, case private di lusso e popolari, tombe, osterie; la città arrivò ad avere 50.000 abitanti che gravitavano intorno al porto che era uno dei più attivi del Mediterraneo; vi affluiva il grano dell'Egitto per le distribuzioni di frumento alla plebe povera, olio da Tunisia e Spagna, marmo dalle isole greche, oggetti di lusso dell'oriente, legnami, spezie, animali per i giochi circensi. In mostra materiale ostiense di tutti i tipi permette al visitatore di ricreare il mondo variopinto della città portuale e rivivere la frenetica attività del più attivo porto dell'impero; statue, bassorilievi, mosaici, iscrizioni, manufatti metallici, anfore, vasellame di lusso e d'uso comune, fanno da contorno alla coppia imperiale separata, da quando nel primo '800 Plotina fu trasferita in Svizzera, ed ora provvisoriamente riunita.

Roberto Filippi