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2024

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Amarsi. L'Amore nell'Arte da Tiziano a Banksy
Fino al 7 aprile 2024

Palazzo Montani Leoni
 Fondazione Carit
A cura di Costantino d’Orazio, Anna Ciccarelli

Ingresso libero

Informazioni:
tel. 0744421330

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Amarsi. L’Amore nell’arte da Tiziano a Banksy

Al Palazzo Montani Leoni di Terni, una esposizione tutta concentrata sul tema dell’Amore.
Un aspetto, quello dell’Amore cambiato, modificato a volte, anche alterato nel tempo dei tempi.
L’esposizione che si svolge nel suo percorso in ordine cronologico, va dalla sezione archeologica al sentimento tra Dio e gli Uomini. In questo caso perde qualsiasi riferimento passionale traducendosi nelle numerose versioni di Madonne con bambino. Dalla scuola umbra, ben rappresentata con Pinturicchio, fino ad arrivare a figure più sensuali come nel caso di un Dosso Dossi e Tintoretto con la sua ‘Venere con le tre Grazie’, per arrivare al fiammingo Franz Floris.
Nel Seicento gli artisti, prendendo spunto dalle Metamorfosi di Ovidio, elaborano opere di primo livello come la ‘Diana e Callisto’ del Cavalier d’Arpino o l’Allegoria dell’Amore rifiutato di Guido Reni, il capolavoro del Guercino e poi Antonio Canova, Francesco Hayez. La sezione ultima dedicata al XX e XXI secolo viene rappresentata da Giacomo Balla, Giorgio De Chirico, Osvaldo Licini, Mario Schifano, Alberto Burri e Bansky.

Nell’esposizione, che esplora l’iconografia dell’Amore dalle epoche antiche al XXI secolo, curata da Costantino D’Orazio insieme a Anna Ciccarelli e Federica Zalabra, figura esserci anche la tela del Tiziano ‘Venere e Adone’, ultima acquisizione della Fondazione Carit, promotrice della mostra.
E questo Amore è un dio nascosto perché ‘molte volte è un’altra cosa’ come afferma Sveva Casati Modigliani. È il trionfo di Eros o Cupido, come nel dipinto del Guercino (Giovan Francesco Barbieri – 1591/1666), opera realizzata per Francesco I d’Este, duca di Modena, che l’apprezzò e che la definì bizzarra per la posizione in cui si trova Eros pronto a scagliare la freccia nei confronti di chi guarda la tela. La stessa Venere, dalla candida carnagione, suggerisce al figlioletto dove tirare la freccia puntando il dito verso l’esterno del dipinto. Il coinvolgimento di chi ammira la scena mitologica è ovvio. Basta solo questo mirabile dipinto per venire a vedere, da vicino, l’intera esposizione.
Praticamente una storia delle emozioni che si alternano tra passione e bellezza. Un filo rosso lega tutte le opere della mostra, il rapporto tra Eros e Venere.
Interessante mostra per chi lo vorrà..

Paolo Cazzella
o della Joie de Vivre




 

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