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19. Mostra Internazionale di Architettura 2025
Venezia, 10 maggio - 23 novembre 2025
Curatore Carlo Ratti
Giardini / Arsenale
Orario autunnale: 10 - 18 (dal 30 settembre al 23 novembre - ultimo
ingresso 17.45)
Chiuso il lunedì (tranne 1 settembre, 20 ottobre, 17 novembre)
E-mail info@labiennale.org
Informazioni:
https://www.labiennale.org/it
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Biennale
Architettura 2025
Sono architetti e ingegneri,
matematici e scienziati del clima, filosofi e artisti, cuochi e
codificatori, scrittori e intagliatori, agricoltori e stilisti e tanti
altri tra i settecentocinquanta partecipanti con trecento contributi; è
la 19. Biennale di Architettura: Intelligens. Natural. Artificial.
Collective.
Una Biennale questa che invita alla collaborazione, per mezzo di tre
diversi tipi di intelligenza. Una sfida alla tradizione che vede
l’architetto come unico creatore e gli altri collaboratori, pur essendo
professionisti, a ruoli di supporto. La mostra illustra un nuovo modello
dove l’autorialità viene attribuita a coloro che partecipano alla
progettazione.
Per questa edizione della Biennale, alcune considerazioni sui alcuni
padiglioni nazionali, da quello per la Gran Bretagna a quello
dell’Irlanda, dal Granducato di Lussemburgo a quello Venezia, da quello
dell’Azerbaijan a quello della Romania oltre al robot umanoide Alter3.
Nel Padiglione della Gran Bretagna, GBR: Geology of Britannic Repair, il
lavoro corale e multidisciplinare unisce Regno Unito e Kenya, un esame
tra architettura e colonizzazione, riconoscendo il potenziale
dell’architettura nel generare riparazione, risarcimento e rinnovamento.
Assembly, il Padiglione dell’Irlanda, è il prototipo di una struttura
che favorisce la comunicazione non gerarchica tra estranei. Di piccole
dimensioni può essere inserita in spazi pubblici. Le casse acustiche
presenti diffondono frammenti di un paesaggio sonoro polifonico,
composto di musica, poesia, interviste. Un paesaggio sonoro da abitare e
da ascoltare attraverso il canto degli uccelli, lo scorrere di un fiume,
la folla a un festival all’aperto.
Ispirato dalla silent song 4’33” di John Cage, Sonic Investigations il
titolo del Padiglione del Granducato di Lussemburgo, ci invita a
chiudere gli occhi e ascoltare attivamente aprendo nuove possibilità di
esplorazione degli ambienti. Una nuova esperienza dello spazio
attraverso lo spostamento dalla dimensione visiva a quella uditiva.
Una chiusura forzata, per ristrutturazione fino a tutto il 2025, quella
del Padiglione Venezia che rende Venezia un ‘laboratorio vivente’,
attraverso una biblioteca innovativa composta da centoquattro
biblioteche cittadine distribuite nelle novantatrè istituzioni
culturali. È così che Venezia avrà la più grande biblioteca di
Architettura e Arte al mondo divenendo capitale dell’innovazione
culturale.
È ‘Rigenerare. Innovare. Preservare.’ Il concetto principale del
Padiglione dell’Azerbaijan. Ogni opera esalta l’importanza della
solidarietà e della fiducia tra le persone per l’efficacia di qualsiasi
forma di intelligenza.
Per la sua prima partecipazione a questa Biennale, la Repubblica
dell’Azerbaigian presenta la mostra: Equilibrium. Patterns of Azerbaijan.
L’Azerbaijan sta divenendo un modello di sviluppo urbano sostenibile con
progetti alimentati dal concetto dell’intelligenza collettiva. Nel
Padiglione viene documentata, attraverso foto, la trasformazione negli
anni della ‘Città nera’ ovvero il boom petrolifero, alla ‘Città bianca’
ovvero la bonifica dei danni provocati dalla produzione del petrolio. È
in questo contesto che si inserisce lo sforzo collettivo per creare un
ambiente sano e inclusivo nella così detta ‘Città bianca’ di Baku. Tutto
questo si traduce in progetti, ad ampio raggio, di sviluppo urbanistico
e di edilizia di vario genere.
Nell’ambito del ‘Preservare, Rigenerare e Innovare’ sono così sorte ‘Il
Parco della Vittoria e la Moschea di Zangilan’.
Il Padiglione della Romania, Human Scale, esplora le funzioni vitali,
emotive e simboliche dell’architettura. Il progetto espositivo mette in
evidenza svariate forme di intelligenza concettuale, radicate nel
disegno architettonico come strumenti per pensare e configurare lo
spazio. Un progetto che fa leva sull’utopia per criticare le tendenze
contemporanee dell’architettura e dell’urbanistica, rischiando di
perdere un rapporto diretto, umano ed equo con lo spazio e l’ambiente
naturale circostante.
Presente a questa Biennale di Architettura è il così detto umanoide
Alter3 è dotato dei sistemi dell’Intelligenza Artificiale e
riconoscimento vocale, è capace di parlare, ascoltare, seguire il volto
del suo interlocutore e muovere la bocca in sincronia con la voce.
Ideatori sono Takashi Ikegami, di Tokio e Luc Steels di Belsele in
Belgio. Un ulteriore esperimento di come possa interagire il pubblico
con un Robot.
Buona visione a tutti voi.
Paolo Cazzella
o della Joie de Vivre
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